"L'ombra della Chimera" è il chiaroscuro
proprio delle zone non colpite dal sole, la verità grigia non decifrata o
decifrabile che esige uno strumento paradigmatico per la sua
interpretazione.
"L'ombra
della Chimera" è l’aspirazione utopistica alla verità e alla giustizia in un
sistema intricato e corrotto: lo stesso desiderio che Guendalina, ma anche
noi tutti, sentiamo sempre più profondamente.
“L’ombra della Chimera” è l'animale
fantastico dalla testa di leone, serpente e capra, specchio della
complessità di un potere mai monocefalo, mai a cupola. L’impronta comune
delle storie raccontate nella collana è data infatti da una rete che si
autosostiene col contributo (o sulle spalle) di chi vi partecipa: nessuno è
indispensabile insomma, tutti possono cadere, a seconda delle esigenze del
sistema.
“L’ombra
della chimera” è ovviamente la creatura epica e il mito di Bellerofonte: un
mostro invincibile che può essere sconfitto solo sfruttando le sue stesse
armi, analizzandole sempre più in dettaglio fino al punto di scardinarne le
basi, soprattutto rendendo pubblica la minuziosa conoscenza della sua
struttura.
Per ultimo, “L’ombra della Chimera” è anche
Arezzo: la statua etrusca che la raffigura è infatti stata ritrovata proprio
nella splendida cittadina toscana in cui è ambientato il ciclo di romanzi.